pillola #34: e per il titolo?

Se la copertina vi ha catturato, siete pesci nella rete. Leggerete il titolo e vi direte: carino, curioso, intrigante, misterioso, poetico. Il titolo ha la medesima importanza della copertina: se l’immagine è il volto del vostro romanzo, il titolo è il suo nome.

Come ogni buon genitore, dobbiamo scegliere quello più adatto, più comprensibile e più interessante, senza scatenare imbarazzi.

Un lettore ha poco tempo ed è distratto. Desidera scovare qualche storia che coincida con la sua vita, ne racconti un pezzetto e magari anticipi il finale. Quando leggiamo un titolo, cerchiamo un po’ la soluzione ai nostri problemi; come per la copertina, vogliamo essere folgorati, come quando si passa davanti all’insegna luminosa del Moulin Rouge o sotto quella scricchiolante di una botteguccia. Nell’uno e nell’altro caso è un invito a entrare, ad abbandonare il nostro mondo per iniziare un’avventura. Se toppiamo il titolo, non ci rendiamo visibili e tra le mille boutique la nostra umile bottega passerà inosservata. Viceversa, un buon titolo, coerente con la copertina, è la più importante stretta di mano con il lettore: affare fatto, sarai il mio compagno d’avventure. Da lì in poi, la strada è in discesa: le probabilità che un lettore compri un libro, dopo aver analizzato il titolo e la copertina, letto la quarta, l’aletta e l’incipit, sono molto alte. Questi che abbiamo nominato sono ganci, cioccolatini irresistibili per gli appassionati della lettura, quelli che fiutano un buon libro a miglia di distanza. Come per la copertina esistono delle norme e spesso queste fanno capo al buon senso. Star a parte, dareste mai a vostro figlio nomi strampalati per essere originali? C’è chi lo fa, ma non è utile. Un titolo troppo originale non viene compreso e anziché avvicinare il lettore lo allontana. Quindi, abbandonate idee strambe o impronunciabili.

Evitate formule banali. Né banali né troppo originali: il buon senso è sempre la via di mezzo. Se fuggiamo a gambe levate dalle banalità scrivendo, perché dovremmo infilarcene una bella grossa proprio nel titolo?

Evitate di rendere troppo misterioso il vostro titolo. I lettori devono comprendervi. Se il titolo è fumoso o incomprensibile, forse lo sarà anche il vostro romanzo. Un lettore si getterà in una selva tanto oscura? Evitate di perdervi in una inutile retorica che non racconta né comunica. Come per la copertina, il ruolo del titolo è comunicare, intrigare e affascinare. Dovrà dire del vostro romanzo in poche parole, che dovrete scegliere con oculatezza. Dovrà lasciar spazio al mistero e all’immaginazione, pur dirigendola. Dovrà contenere un pizzico di poesia, reale e non fasulla. Prendiamo il titolo “I promessi sposi” e analizziamolo: si tratta di una storia di due ragazzi che sono “promessi” e che vorranno presto sposarsi. L’uso di “promessi” fa dedurre che questo matrimonio non è stato ancora celebrato. Come mai, si domanderà il lettore curioso.

Ecco lo scopo del titolo: incuriosire, raccontare, uncinare.

Commenti

  1. sto cercando un editor che mi aiuti a trovare una casa editrice per il mio liubro. L’ho già pubblicato nel 2000 con la Casa Editrice Edicom di Milano e ne ho venduto 3000 copie; ora sto cercando una casa editrice più seria che si occupi del mio romanzo, perchè lo ritengo valido e sicuramente “nuovo”. Vorrei sapere se Lei è interessata a quanto proposto. Non ho biosgno di correzioni ortografiche, bensì esclusivamente della lettura del testo e di un giudizio globale sulla sua “vendibilità” e su come divulgarlo efficacemente. Posso inviarlo via mail in formato .doc. Gradirei essere informata sul suo compenso e sulla sua disponibilità. (sono vecchietta, ma anche Camilleri lo è…. ho buone speranze, in questo senso!) La ringrazio se vorrà risponndermi! Dott.ssa Daniela Sauro

    • Ciao Daniela! Se sei in cerca di un editor, sei nel posto giusto. Come posso aiutarti? Scrivimi se vuoi a piacentinifederica@gmail.com. A presto!
      Federica Piacentini

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