pillola #36: il noir. tre caratteristiche del genere.

Noir. Un genere scuro per definizione che indaga la realtà e non offre alcuna soluzione. Amato per certi aspetti più del genere Giallo, rigettato poiché inquietante e il più delle volte sconvolgente.

Dimenticate le regole e l’ordine: qui entriamo in quel mondo buio che intimamente ci appartiene.

Se nel Giallo mettere a posto le cose è fondamentale, nel nero viceversa non conta. Non è la storia in sé, con il suo sviluppo e una sua logica fine, a essere importante, ma tutto ciò che gli ruota intorno: la definizione caratteriale dei personaggi, le ambientazioni, le follie, le motivazioni. Un fatto di sangue, dice il noir, affonda le sue radici nel lato più oscuro della mente umana e non con la ragione riusciremo a porvi rimedio. Non ci sono dunque soluzioni lineari, non possono essercene: se uccidi qualcosa in te si è rotto. Dunque in un buon noir, più che raccontare i fatti, vale il modo in cui raccontiamo, ovvero se siamo capaci di scendere così tanto in profondità nei nostri personaggi da tirar fuori contraddizioni, mostri, paure, fragilità. Senza esserne risucchiati, senza aver paura di affrontare anche noi stessi in questa discesa verso l’inferno. Se da un verso scrivendo un giallo si è agevolati da una struttura cui siamo vincolati e dunque il rischio di deragliare in fase di stesura è minimo, dall’altro queste strutture possono privare di una certa libertà narrativa. In un noir non abbiamo imbragature, non ci sono appigli, procediamo un passo per volta senza sapere se stiamo mettendo il piede nel posto giusto. Chiunque, anche il più infallibile dei detective, può cascare nel pozzo oscuro di se stesso e commettere un efferato omicidio senza avere una motivazione plausibile. Ecco che dunque i confini tra bene e male, giusto e sbagliato, caos e ordine saltano: tutto è caos, la realtà si fa caos. Tra tutti i generi è certamente il più attuale poiché permette di indagare la realtà, il mondo reale, dandone una visione. Le ambientazioni sono fondamentali perché aiutano a proiettare stati d’animo, umori, pulsioni, sensazioni, a entrare in quel mondo pericoloso in cui possiamo essere un attimo prima vittime e un attimo dopo carnefici.

Il noir deve dunque:

  • Non proporre soluzioni lineari. Il noir è il caos, non c’è ordine perché non ci sono linee di confine. Tutto è labile, tutto può essere bene e male. Persino l’amatissimo Maigret.
  • Racconta il reale. La realtà non è fatta di bianco e di nero, ma anche dell’uno e dell’altro che si abbracciano, dando vita a una ruota. Questo è il movimento della vita. Il noir racconta questa circolarità e questa è la più grande difficoltà del genere.
  • Le ambientazioni e le psicologia sono l’anima del romanzo nero. Le città sono venti pronti ad accogliere storie al limite, l’anima è un territorio in cui addentrarsi pur sapendo di perdersi. Se scegliamo il noir, raccontiamo l’essere umano nella sua feroce e angelica spietatezza.

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