Editor, Federica Piacentini Editor, Professional Editor

affidarsi a un editor: come e perché.

Editor, Editor, Editor… Mmm. Diciamoci la verità: affidarsi spaventa. Affidarsi a un editor – rullo di tamburi! – ancor di più. Eppure, è necessario. Lo è per molti motivi e ne passeremo in rassegna alcuni tra qualche istante. Prima però lasciatemi raccontare cos’è qui, nella mia bottega, il rapporto speciale e duraturo che lega l’autore al suo editor. Un rapporto di cui vi è testimonianza in questa pagina, che ritengo la più preziosa del mio luogo virtuale.

Ho iniziato a lavorare come editor molti anni fa. Ho imparato il mestiere di bottega al fianco di grandi nomiAlberto Castelvecchi, Sandra Petrignani, Roberto Cotroneo, Roberto Santachiara, per citarne qualcuno; poi l’ho messo in pratica in una piccola casa editrice romana, che forse qualcuno di voi ricorderà, la Cooper Editore. Sono seguite altre collaborazioni, con Historica Edizioni, ad esempio, fino ad arrivare a voi.

Nella mia bottega…

Ogni autore è speciale. Per ognuno di voi il viaggio ricomincia. Ed è un’emozione sempre ignota. Nuovi entusiasmi, nuove idee, nuove promesse. Leggere il primo capitolo, agguantare i risultati per i quali abbiamo faticato e sudato, sommare risate, intuizioni, riflessioni, quei momenti di vicinanza, umana e letteraria ed empatica, ecco, tutto ciò fa di me una persona grata e fortunata. Editing dopo editing ho imparato quanto sia importante il mio lavoro, quanto siano rilevanti le parole nella nostra vita e ancor di più quanto sia vitale cercare un veicolo, in questo caso la scrittura, attraverso il quale esprimere l’immensa luce che illumina ogni essere umano.

Cerchiamo di raccontare il mondo in cui viviamo – lo ripeto spesso nel corso base di Scrittura Creativa dell’Accademia Carver, se vuoi noi siamo qui, fai un salto! – ma la prima storia da mettere a posto è la nostra. Ecco per quale ragione sono nati degli editing che sono dei veri e propri percorsi di conoscenza, crescita e consapevolezza. In questa mia bottega il rapporto umano e professionale è la prima correzione, la prima nota al testo. Un rapporto costruito un passetto per volta, a braccia spalancate e con grandi sorrisi, e costruito sui miei valori: fiducia, capacità, educazione, competenze, ottimismo, gentilezza, serietà, passione, leggerezza, rispetto. Se cadi, io ti tengo. Vogliamo provare?

Affidarsi perché…

Già, per quale motivo però serve affidarsi a un editor? E chi ne giova?

Ne giova l’autore e il testo. L’autore cresce, il testo migliora. Che è già un primo motivo. Ma ce ne sono altri 4 – in realtà ce ne sarebbero molti altri, eh! – che voglio condividere con voi.

Il mondo è fuori.

Affidarsi a un editor significa uscire dalla propria comfort zone e, come dicono gli amici newyorkesi, è lì che avviene il miracolo. Fuori dalle proprie sicurezze e certezze si impara, si leva il prosciutto dagli occhi, si vedono le cose da un’altra prospettiva, spesso più interessante. Forse più alta.

L’editor è il miglior alleato.

Un editor non è un amico. Non neppure è il compagno o la compagna. Non è un genitore, non è un fratello o una sorella: è un lettore. Un lettore sconosciuto e critico, proprio come sono i lettori, inferociti e smaliziati, là fuori. Chi ci ama difficilmente dispensa critiche, sempre spigolose da ingoiare. Scordatevi mamma, papà, fratelli, sorelle, amici, mogli e mariti: se i primi non sono obiettivi, gli ultimi sanno di doverci dare ragione per non infilarsi in iraconde discussioni. Scherzi a parte, il trucco sta proprio lì: se sappiamo cosa c’è che non va, possiamo cambiare, intervenire, correggere, modificare. C’è una speranza di mettere le cose in ordine. Il successo è soltanto il fallimento ripetuto più e più volte. Viceversa, saremo vittime dello specchio, come Narciso.

Revisionare è per scrittori. Veri.

Se vuoi imparare, devi editare. Revisionare un testo non è un optional, è necessario. Perché? Perché mentre scriviamo, ci ripetiamo, perdiamo il filo, commettiamo errori, cambiamo i nomi dei personaggi, saltano date che è una bellezza. Per non parlare della geografia dei luoghi. Non importa quante riletture avrete fatto, la vostra testa resterà nella pagina e non vedrete piccoli e grandi blasfemie narrative che vi faranno crocifiggere dal lettore. Un editor ha gli occhi buoni, e pure la testa.

Dove si gioca la partita.

Fiducia. È la chiave di volta del mio mestiere. Un editor deve saper ascoltare il testo e leggere l’autore. Vengono poi l’onestà intellettuale e l’empatia, senza la quale è difficile condividere anche un bicchiere d’acqua, figuriamoci un lungo percorso di cambiamento. Affidarsi a un editor significa ritrovare un pizzico di coraggio, credere in sé stessi e nei propri sogni, mettersi in gioco per ottenere quei risultati che abbiamo lasciato allontanarsi come una boa. Risultati per i quali non serve la bacchetta magica, ma tanto, tanto duro lavoro. Ma vuoi mettere le lacrime e il sorriso che proprio adesso ho sul viso, mentre ti scrivo?

Commenti

  1. Salve, ho pubblicato un romanzo con Arduino Sacco editore nel 2014 e adesso ho un altro lavoro pronto…vosa fare? Ho invitato il manoscritto a tante case editrici. Il mio desiderio sarebbe quello di avere qualcuno che mi rappresenti…

    • Ciao Salvatore! Purtroppo non sono un agente letterario e non offro questo tipo di servizi. Dai un’occhiata al blog, ci sono consigli molto utili per voi autori. A presto!

Scrivi un Commento