Trama, plot, narrazione, Federica Piacentini, Editor freelance

il perimetro narrativo di massimo cassani

E’ tutta una questione di… perimetro narrativo! 🙂

Cos’è una storia? E quali sono le armi di cui disponiamo per renderla non soltanto appetibile, ma anche puntuale nei suoi ingranaggi come un orologio svizzero? La trama fa vacillare anche le penne più nobili e tiene col fiato sospeso persino i lettori più distratti. Ecco la ragione per cui sugli eventi e sulla loro concatenazione dobbiamo, come autori, lavorare sodo, accendere lampadine, studiare con cocciutaggine, imparando a maneggiare i primissimi strumenti che abbiamo a disposizione, ovvero le nostre idee.

Per farmi spiegare qualcosa di più sull’argomento complesso che passeremo sotto il nome di “trama” e di cui ci occupiamo anche in Accademiafai un salto qui per visitare l’Accademia Carver e qui per conoscere i miei servizi editoriali – ho chiesto aiuto a un docente, scrittore e giornalista italiano, noto anche per le sue mirabili lezioni presso la Bottega di Narrazione di Giulio Mozzi. Lui è Massimo Cassani ed è per me un vero onore poter ospitare questo suo utilissimo e illuminante pezzo sul “perimetro narrativo”, un concetto da lui stesso elaborato in seno al volume La Trama, edito da Laurana. Di cosa parliamo? Lasciamo che sia lo stesso Massimo Cassani a spiegarcelo.

Il Perimetro Narrativo – Massimo Cassani

Nello sviluppo di un racconto per parole, può essere utile provare a capire che cosa si intende per perimetro narrativoe come utilizzarlo.

Di solito – salvo invidiabili casi – l’autore non ha presente fin da principio tutto quanto scriverà: comportamento dei personaggi, accadimenti, ambientazioni, intrecci eccetera. Va da sé che una serie di idee di base deve averla (altrimenti non si metterebbe a scrivere, ovvio…).

Ecco, già soltanto queste idee di base, di per sé, rappresentano un primo materiale su cui lavorare (l’insieme, cioè, di comportamento dei personaggi, accadimenti, ambientazioni, intrecci eccetera…e che possono essere inserite nel perimetro narrativo originario). Spesso si tratta di idee che non hanno ancora la sufficiente articolazione per diventare una narrazione in senso compiuto e che – va ricordato – possono cambiare, anche radicalmente, nel corso del lavoro, come vedremo più avanti.

Per aiutare a mettere a fuoco il concetto, immaginiamoci una circonferenza (mentalmente o anche per iscritto, in un appunto, se si preferisce). Dentro – ovvero nel nostro primigenio perimetro narrativo –  possiamo inserire tutto ciò che in quel momento riteniamo possa entrare nella nostra narrazione. In prima battuta, le idee possono entrare anche senza una precisa logica (meccanismo dell’inclusione), proprio perché rappresentano il materiale con il quale dare corpo alla narrazione.

Un esempio di micro perimetro narrativo?

Eccolo.

  • Un uomo vive da solo. 
  • Lavora. 
  • Viene chiamato a fare una cosa che non vorrebbe. 
  • Accetta. 
  • La sua vita si trasforma.

Che cosa abbiamo in questo originario perimetro narrativo?

  • Un personaggio di sesso maschile e la circostanza in base alla quale non condivide lo spazio in cui vive con nessuno.
  • La circostanza che il personaggio lavora.
  • Un evento che mette in crisi il suo status.
  • Una situazione (finale?) che vede il suo status trasformarsi.

Nella nostra circonferenza (mentale o scritta) tutti questi elementi non sono naturalmente sufficienti a comporre una narrazione di lunghezza adeguata e soprattutto di completezza adeguata. E dunque occorre lavorare di immaginazione (che poi è ciò che si chiede a un autore…).

L’importante è aver messo a fuoco gli elementi di base da cui procedere (ciò che è contenuto – lo ripetiamo – in quello che abbiamo chiamato perimetro narrativo).

Ora si tratta di procedere.

Un metodo efficace è ragionare sui singoli elementi inseriti nel perimetro, ovvero porci alcune domande per conferire sostanza e nuovi spunti utili allo sviluppo.

  1. Perché l’uomo vive da solo?
  2. Qual è il suo lavoro?
  3. Che cosa gli viene proposto?
  4. Perché non vorrebbe fare questa cosa?
  5. E in che modo la sua vita si trasforma?
  6. In che periodo storico si svolge la vicenda?

 

Tutte le possibili risposte a queste domande andranno ad arricchire il nostro perimetro narrativo il quale, a questo punto, ci offrirebbe una riserva di materiale suppletivo per andare avanti. Sarebbe sufficiente? Probabilmente no. Dovremmo, anzi, procedere con un processo di successive definizioni.

Includere tutti gli elementi veicolati dalle domande significa però metterli anche alla prova della coerenza.

Se in prima battuta – s’era detto – non ha molta importanza che gli elementi abbiano caratteristiche di coerenza (eravamo in fase creativa, non dimentichiamolo…), più si va avanti più la coerenza deve diventare il faro guida (coerenza nei comportamenti dei personaggi, nelle relazioni fra i diversi personaggi, negli accadimenti, nell’insieme di comportamenti-relazioni-accadimenti inseriti in un preciso periodo storico o ambiente in cui si svolge la vicenda).

Per raggiungere l’obiettivo della coerenza può essere utile non solo includere, ma anche escludere determinati elementi. E se l’uomo non vivesse da solo, ad esempio? Escludere la situazione di single, dunque. Quali effetti avrebbe questa nuova situazione? Quali nuove idee potrebbe produrre? E se non lavorasse e, anzi, fosse disoccupato? Quale potrebbe essere la cosa che gli viene richiesta e che l’uomo non vorrebbe fare? E se invece di un uomo fosse una donna? Sposata e con figli?

Come si vede, dunque, il perimetro in quanto contenitore degli elementi utili allo sviluppo di una narrazione non è un perimetro statico, ma mutevole. Muta secondo le situazioni che il nostro immaginario è in grado di produrre.

Con lo sviluppo del nostro racconto per parole, il perimetro coinciderà sempre di più con la nostra narrazione, per aderirvi perfettamente solo al termine del lavoro.

E allora, definite i vostri perimetri e lavorateci su. Non si sa mai che ne venga fuori qualcosa che valga la pena leggere e pubblicare. E ancora un sentito grazie, con la dovuta stima, da parte mia a Massimo Cassani per questa sua piccola, strepitosa lezione.

Infine, ecco due informazioni utili.

Se volete visitare il sito di Massimo, questo è il link: https://massimocassani.wordpress.com.

Se volete invece acquistare il suo libro La Trama, edito da Laurana, andate qui: https://www.novecentoshop.it/epages/14031.sf/it_IT/?ObjectID=10529087

 

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