Editing, scrittura creativa, scrivere, romanzo, Federica Piacentini

autori e scrittura

Dietro un romanzo, c’è il cuore e la mente di un autore. C’è il suo impegno, la sua generosità, la sua comprensione del mondo, se quella scrittura nasce dal genuino porsi di un essere umano verso l’altro. Ecco perché una delle domande che rivolgo ai miei autori e ai miei allieviqui, nell’Accademia Carver, impariamo due o tre cose sulla Scrittura Creativa e qui vi do una mano a mettere in piedi i vostri meravigliosi progetti e mi prendo cura della vostra crescitaè la seguente: perché scrivi?

Perché scrivo?

Eh già, sembra una domanda da niente, ma mette in crisi molti di voi e spesso una risposta soltanto non è sufficiente, poiché mille possono essere le ragioni per le quali vi sedete alla vostra scrivania per mettere in piedi e condividere una storia. Il punto però è un altro: sapete cosa state scrivendo? Cosa c’è dietro questo romanzo? Il Coaching, disciplina di cui parleremo sempre più spesso nei prossimi mesi, mi ha insegnato che una domanda ben posta può fungere da passpartout e aprire non una sola porta, ma una serie di portoni invisibili e interi corridoi di ragionamento. Eppure, molti si fermano alla prima superficie della creatività senza sapere che è nel fondo, per chi è coraggioso, che si trovano le perle più preziose.

I mei 3 consigli per voi

Scrivere è una disciplina colma di luoghi comuni, ne abbiamo visti alcuni nello scorso articolo, ma qui vorrei darvi 3 consigli, e suggerirvi 3 domande, che spero siano utili.

  • Di cosa parla la tua storia? Non essere generico. Vai a fondo, riassumi, togli, sfronda, taglia. Non perderti in un lunghissimo periodo incomprensibile o, peggio, in una decina di minuti di spiegazione. Significa che le tue idee sono confuse e non hai ancora raggiunto il centro della tua narrazione. Se non sai di cosa parla il tuo romanzo, come può arrivarci un lettore svogliato e assonnato? Ricorda: noi non siamo nati per leggere, ma per vivere.
  • Per chi è questa storia? Cosa vuoi dire e a chi, potremmo parafrasare. Immagina di essere su un palco e di dover recitare un monologo. Se non sarai abbastanza bravo o brava, ti assicuro che molti si alzeranno e se ne andranno, lasciandoti solo o sola con una platea di sedie vuote. Se non vuoi questo, assicurati che il messaggio sia chiaro, accattivante, limpido. Autentico, soprattutto. La caduta è sempre al di là di un punto fermo.
  • Il messaggio. Non tutti veniamo al mondo per essere Martin Luther King o il Mahatma, ma tutti coloro che scrivono dovrebbero chiedersi cosa si nasconde dietro la propria scrittura. A chi stiamo dando voce? Cosa vogliamo urlare al mondo intero e anche all’ultimo uomo dell’ultima fila senza vergognarcene? Per quali parole siamo disposti a sacrifici e chilometri, a nessuna certezza e tante rogne? Se dietro il nostro romanzo c’è anche soltanto una parte di tutto questo, allora forse questa è una storia che vale la pena scrivere. E scrivere chiede tanto, molto. Di noi stessi in primo luogo.

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