lo stile e il genere: a ciascuno il suo.

FEerica PIacentini, Editor, Genere

 

È così: non si può scrivere un giallo come fosse un fantasy, o un horror come fosse una commedia. Intanto, è una questione di buon senso, poi sarebbe come presentarsi a un aperitivo tra amici con un abito da sera. Messo da parte l’effetto sorpresa, si  rischia di essere fuori luogo e di, parlando in termini letterari, confondere il lettore.

Consigli di… genere.

Io scrivo così, che vuoi farci. Sbagliato. Se non vuoi sottostare alle regole del gioco, scrivi altro. Se scrivi un romance, non puoi dilungarti in descrizioni alla Manzoni o filosofeggiare. I massimi sistemi non fanno l’amore lungo il Tamigi né amano le crêpes alla nutella. Non si tratta di quale sia il nostro stile, ma della nostra capacità di adattarsi a una storia e a un genere specifico. Ricordate che i lettori di genere sono spietati: non accettano errori, neppure infinitesimali. Ecco perché esistono gli autori di genere, ovvero autori che nelle corde del proprio stile fanno vibrare la paura o il romanticismo più sfrenato.

È la storia a dettare lo stile, non viceversa. Finché siamo nel recinto del genere, è fondamentale osservare la nostra storia e decidere quale tono darle. I più bravi, i migliori, riescono a restare fedeli a sé stessi nonostante il genere e la storia, senza tradire nessun attore di questo triangolo amoroso. Ma non è affatto facile e raggiungere buoni livelli significa scrivere tanto, scrivere con dedizione, scrivere per professione.

Vorrei scrivere un poliziesco, ma a modo mio. Quanti possono davvero permetterselo? Pochissimi. Se vuoi scrivere di genere, devi seguire delle regole e se queste ti stanno strette, amen: ti tuffi nel mare magnum della Narrativa contemporanea. Il nostro modo è fondamentale, è la nostra voce, guai a perderla, ma seguire delle regole o sovvertirle in maniera intelligente lo è altrettanto. È altresì una questione di registro e di vocabolario: avete mai letto un giallo che non abbia in sé un minimo di mistero nello stile e nella struttura narrativa? Avete mai letto un rosa scritto a modello de Il nome della rosa? Restate sulla leggerezza, infondete il terrore, giocate al poliziotto con il vostro lettore, ma non prendetevi troppo sul serio, perché scrivere di genere è anche molto divertente. Rischiereste di sciupare i vostri sogni.

Scrivi un Commento