incapace, io?!

Federica Piacentini, Editor, Coaching

Non sono capace. Una frase che viene da lontano e si intrufola nella nostra psiche quando impariamo a camminare se ci viene velatamente impedito di agire. Lascia fare a me, tu non sei capace. Ecco il tronco di tutti i mali e della più acuta insicurezza.

Io credo in te.

Lasciar fare e sì: lasciar sbagliare. Questo è il principio cardine della mia bottega, della mia Accademia e dei miei editing. Per imparare bisogna cimentarsi testando le proprie capacità. Per insegnare bisogna osservare e intervenire all’occorrenza. Come avete imparato a camminare? Cadendo. C’è poco da fare? Perché allora, voi autori, pretendete di scrivere la Commedia senza neppure essere passati da un sonetto?

Nessuno è incapace, tutti hanno doti, quel che conta è credere di potercela fare. Lo vedi quell’albero laggiù? Bene, mancano dieci km. Inizia a camminare. Come dici? Sei stanco? Riposati. Adesso riprendi. Dai, ce la fai. Sette km e ci sei. Io credo in te. Sei caduto? Ecco, ti aiuto. Rialzati, dai. Ne mancano cinque. Ma come non ce la fai, sei già lì, non vedi? Io credo in te. Hai il fiatone, vuoi mollare? Non puoi, io credo in te. Un km, uno soltanto. Ce l’hai fatta. Perché io e te abbiamo creduto in te. I romanzi si scrivono così. Tutto il resto è menzogna.

Le capacità si acquisisco, con il tempo e con lo studio. Ma non pensare di essere un leone se sei un micio. Non mentire a te stesso. Riconosci ciò che sei e le tue capacità ti balzeranno all’occhio in un istante. Questa è la chiave di tutto: avere ben chiaro chi siamo. Allora sapremo in cosa siamo bravi e non ci sarà alcuna ombra a dirci che non siamo capaci. Chi lo dice poi, è davvero così importante?

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