la voce dell’autore: riconoscersi prima di farsi ascoltare.

Federica Piacentini, Editor, Autore

Quanti di voi si conoscono davvero come autori? Quanti di voi sono pienamente consapevoli della propria identità autoriale? Credo pochi. D’altronde il compito più arduo di uno scrittore è proprio avere uno stile unico e riconoscibile, fondamentale per essere la cima più alta tra tanti grattacieli.

Riconoscersi.

Chi sono. No, davvero. È una domanda che rivolgo spesso ai miei autori: chi siete in quanto scrittori? Quale gioia, dolore, idea del mondo volete comunicare con quella vostra storia, con quel modo di impilare le parole? La risposta è la fine di un lungo viaggio di scrittura e di conoscenza, di pubblicazioni e manoscritti nel cassetto. Tuttavia, prima si intraprende questo viaggio prima si potrà avere una qualche risposta.

Sentirsi a proprio agio tra parole e virgole.

È questione di virgole, paragrafi, flussi, parole. Bisogna starci dentro con la testa e con la tastiera. Anche questo è questione di stile e lo si acquisisce lavorando alla lingua, forzando l’immedesimazione, governando la creatività. Possiamo indossare un berretto audace se abbiamo il carattere giusto per indossarlo, perché ci va, perché la nostra identità è stabile e forte.

Riconoscersi prima di farsi ascoltare.

Qui casca l’asino: come può essere interessante il nostro stile se noi per primi non sappiamo chi siamo? Chi spenderebbe il proprio tempo con un autore confuso? Chi ha voglia di leggere una storia che ci fa sonnecchiare? Nessuno, ve lo garantisco. E allora, impariamo a conoscerci, come autori. Quindi come esseri umani.

 

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