l’importanza dei dialoghi.

Federica Piacentini, Editor, Scrittura

Sono fondamentali. Sono il banco di prova di ogni buon scrittore e rivelano se siamo alle prime armi o no.

Regola numero uno: siate reali. Ve li immaginate Romeo e Giulietta discutere in romanesco? O far parlare una persona del nostro tempo come Dante? No, nessuna licenza poetica: si tratta soltanto di un grossolano errore. Capita spesso che i dialoghi tradiscano i personaggi rendendoli di colpo bidimensionali. Il registro linguistico, il modo di porsi sono elementi costitutivi del personaggio: senza, egli o ella non esiste. Non nella realtà immaginata almeno.

Non commentate, vi prego. Se per ogni battuta, aggiungiamo un commento o un’azione il dialogo dura venti pagine e neppure si capisce dove voglia andare a parare. In più, non dimenticate che tutto, e anche ciò che non è stato raccontato in prosa, può passare attraverso le battute dei vostri personaggi. Non dimenticate anche la grande lezione del teatro e del palcoscenico: scriviamo per essere letti.

Usate un solo verbo: dire. Una lezione passatami da Giulio Mozzi. Via tutti gli altri verbi. Ne basta uno, il più efficace in un dialogo. Se si tratta di una conversazione tra più personaggi, allora dobbiamo fare molta attenzione che le voci non si accavallino e che siano ben diverse, espressione appunto dei nostri protagonisti. La voce e il nome ci contraddistinguono. Io sono Federica e adesso, per voi, scrivo così.

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