il giallo e l’horror: esorcizzare il male.

Federica Piacentini, Editor, Letteratura di Genere

Abbiamo già parlato della letteratura di genere (in questo post, a proposito del romance), torniamo a parlarne puntando i riflettori su due generi “speciali” amatissimi dai lettori: l’horror e il giallo.

Scrivere di genere: una sfida.

Scrivere di genere è una vera e propria sfida, suscitare precise emozioni mediante strutture più o meno rigide ancor di più. Nel giallo, ad esempio, la suspense è un elemento irrinunciabile e distillare le informazioni scientemente affinché il lettore ricostruisca il puzzle a un passo dalla fine è fondamentale – peraltro questo trucchetto viene comodo qualsiasi storia si stia scrivendo. Come fare? Pianificate la comparsa degli indizi e agite sul registro (e leggete più gialli possibile).

Per l’horror valgono le stesse dinamiche, ma vi è a mio avviso una difficoltà in più, ovvero innescare la paura nel lettore. Roba sofisticata, che chiama in gioco anche la struttura sintattica della frase, i paragrafi (ne abbiamo parlato qui) e la costruzione di un antagonista che faccia vibrare la pagina. Far scorrere però la paura tra le pagine è un talento. Scrivere con l’intenzione di far paura è un talento e non tutti ne sono capaci, per quanto appassionati o volenterosi.

Il giallo e l’horror sono letture di nicchia, non si rivolgono alla massa, ma a quei pochi che però hanno letto tutto e che è difficile prendere in castagna. Loro arriveranno alla conclusione a pagina due. Loro sbadiglieranno di noia sulla vostra scena più paurosa. Loro sarebbero perfetti per compiere un omicidio a regola d’arte perché sono preparatissimi. Scherzi a parte, bisogna amare profondamente questi generi, avere talento e aver letto molto per scrivere qualcosa di buono e di originale. Leggere Stephen King, Agatha Christie o Raymond Chandler è di certo un ottimo punto di partenza.

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