l’a b c della creatività.

Federica Piacentini, Editor, Coaching

Esistono cose considerate scontate, una volta acquisite, come l’alfabeto. Perché prima viene la a, poi la b, poi la c…

A, B, C.

A come amarsi. Sì. Amatevi. E amate gli altri. Cosa c’entra con la creatività? C’entra perché per creare bisogna creare spazio, bisogna accogliere, bisogna allargare il cuore, e scusate se è poco. L’idea che per scrivere bisogna passare un guaio è vecchia come il motore a scoppio e funziona solo nelle fiction scadenti. Per scrivere qualcosa di buono, bisogna sintonizzarsi con il giusto mood e scegliere di essere felici. Non è accartocciandosi su noi stessi che produrremo contenuti di qualità ma aprendoci al mondo.

B come barca. Immaginate di stare su una barca in mare aperto. Quanto credete di poter resistere? Un giorno? Un’ora? Pochi minuti? Restare sulla barca della creatività senza ormeggi e senza porto può spaventare a patto che si conosca la rotta di casa. Questo è il punto: il rischio di perdersi fa paura e la creatività ci spinge a perderci per spronarci al cambiamento. Un’altra sfida? Sicuramente. Soprattutto perché, come abbiamo spiegato qui, nessuno crede davvero di vivere una vita creativa. E invece.

C come calma. La creatività vuole calma. Non ama la fretta, a meno che non si sia così bravi da fare tutto e bene in poco tempo. Casi rarissimi. Ci vuole calma e sangue freddo, come diceva la canzone, e no, niente alcol e droghe. Per essere creativi bisogna essere lucidi, tornare alla sorgente, ascoltarsi, viversi, essere presenti. E questa è la più grande scommessa di ogni artista: vivere il presente, cancellando il passato e senza temere il futuro. Credete inoltre che non sia questa la scommessa di ogni essere umano?

La creatività è il dono che l’universo ha fatto agli uomini per renderli divini. Un fuoco sempre eterno che scalda e scalderà le notti più buie.

 

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