la narrativa contemporanea: uno sguardo sul reale.

Narrativa, Casa Editrice, Libri

 

Senza dubbio, la più alta forma di narrazione: quella che ha la pretesa di riassumere tutti i generi, fonderli e offrire uno sguardo nuovo sul reale. È la narrativa contemporanea ed è quel tipo di storia che ambisce a parlare a tutti, senza tuttavia essere generalista. Una storia dal fiato lungo e dalle gambe buone, che ha davanti a sé tanta strada da percorrere.

Scrivere una storia… per tutti.

Scrivere una storia per tutti non è una bestemmia, anzi: richiede un’incredibile capacità di generare un equilibrio perfetto tra i numerosi elementi di cui è composto un romanzo. Non è una roba facile, né da poco. A pensarci bene, le storie più amate sono le più semplici, le più reali, quelle più vicine al cuore dei lettori, i quali – ricordiamocelo quando scrivendo pensiamo di essere Dio – sono esseri umani. Toccare queste che io considero vette richiede talento, umiltà, studio e letture.

Una storia semplice, ammesso che ne esista una, non necessariamente è una storia sciocca. Certo, possiamo sperimentare, ma nei limiti della comprensione di chi leggerà, altrimenti non è affatto cool. Non è cool scrivere qualcosa senza capo né coda che leggeranno in tre e malvolentieri. Non è cool scrivere una storia che si aggroviglia talmente tanto da dichiarare fallita ogni possibilità di sintesi. Non è cool scrivere per dichiararsi bravissimi agli occhi degli altri, se poi di sostanza ce n’è ben poca. Insomma, scrivere con semplicità è un gesto di avvicinamento al lettore, di accoglienza, e la scrittura non è null’altro che questo.

Una storia è un piccolo grande mondo. Le nostre esistenze non sono che questo. Nascite, morti, matrimoni, amori che vanno e che vengono, litigi, assenze, separazioni. Le storie “semplici” custodiscono questo marasma incontrollato chiamato “vita”. E se è vero che la letteratura è un mezzo per comprendere il mondo che ci circonda, è anche vero che questa può offrire, mediante ogni autore, un nuovo punto di vista da cui guardare le cose. E questo è il più grande valore della narrativa contemporanea.

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