dante, petrarca, manzoni: un patrimonio che non deve far paura.

Federica Piacentini, Editing, Coaching

Chi ha paura della tradizione? Io.

Ammirata, studiata, decantata, insegnata, ebbene, a volte pesa come un macigno sui giovani narratori. Durante i miei tutoring narrativi, ho visto spesso strabuzzare gli occhi o storcere il naso al suon di Manzoni, Leopardi, Dante. Eppure loro sono i capisaldi della scrittura. Non possiamo farne a meno. Con il tempo e l’esperienza ho capito che ne abbiamo (anche io, certo!) paura.

E per tre ragioni.

Tutta colpa della scuola. Amaro dirlo, ma è così. Leopardi uno sfìgato, Dante soporifero, Manzoni un mezzo matto, e tutti a scappare dalla Letteratura definita scolastica. Da adulti non recuperiamo più, a meno che… a meno che non si legga insieme L’infinito. A meno che non si studino insieme le figure retoriche usate da Dante. A meno che non si analizzi insieme la costruzione dei personaggi de I promessi sposi. Perché? Perché ci servono per scrivere. Perché guardare il passato con occhi innamorati significa avere radici forti. Perché per scrivere un romanzo occorrono la profondità di Giacomo, il genio di Dante e la prospettiva di Alessandro.

Loro, quelli lì, non sono cool. Non è cool dire: impazzisco per Manzoni. Non è cool dire: rileggerei la Divina Commedia mille volte. Siamo continuamente influenzati dall’opinione altrui, tanto da attribuirgli un peso rilevante nella nostra vita artistica e creativa. Liberiamoci di queste zavorre. Quel che pensano gli altri non è un fatto e non corrisponde alla realtà, tantomeno la nostra. Quel che conta è ciò che noi pensiamo di noi stessi. Ciò che amiamo, o non amiamo, è affar nostro e non è soggetto ad alcun parere. In scrittura, nella letteratura e nella vita.

Si parte da lì, e la strada è lunga. Non potete sperare in una scorciatoia. Non esistono, nella creatività. Occorre il tempo, occorre lo studio, come abbiamo qui spiegato, occorre che siate consapevoli che creatività non è sinonimo di nullafacenza o bacchetta magica. Nulla di tutto questo. Il nostro è in parte un percorso obbligato, che aggiunge o toglie sentieri a seconda della crescita del nostro io creativo. Lo trovo personalmente entusiasmante. Creare è tra gli aspetti più magici e reali della vita umana.

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