Ispirazione e vita quotidiana: come fare a scrivere il nostro romanzo?

ispirazione e vita di tutti i giorni: come coniugarle?

Che meraviglia sarebbe poter scrivere ogni giorno! Ché la vita di tutti i giorni, si sa, è una carogna e addio ispirazione. Stritola come un serpente costrittore tra appuntamenti, corse al lavoro, odiosi imprevisti, giornate di pioggia, stupide incomprensioni, appuntamenti saltati, pranzi e cene, palestra obbligata, telefonate fiume o visite a sorpresa. Alt! Fermiamoci, respiriamo. Facciamo un passo indietro e mettiamo ordine nel caos in cui piomba la nostra quotidianità.

Come coniugarle allora? 

Molti autori mi chiedono spesso come fare per rendere la scrittura parte della propria giornata. La mia risposta è una duplice domanda. Chiedo loro: cosa conta davvero per te? Quali sono le priorità della tua giornata? La risposta vien da sé. Scrivere un romanzo pretende molta dedizione, esige pazienza e parte del nostro tempo. Aspettare l’ispirazione significa mancare un giorno in cui si ha ad esempio un’ora o due da poter dedicare al nostro progetto. A questo proposito lasciatemi fare una breve digressione: sentirsi ispirati non significa essere baciati da un’improvvisa capacità calata dall’alto da chissà quale divinità, significa invece aprirsi alle visioni che custodiamo nella nostra mente e nel nostro cuore. In una parola, allinearci. Soltanto la pratica quotidiana può mantenere aperti e attivi questi varchi, concedendo alla nostra scrittura profondità e autenticità. Talvolta questa nostra attesa non è altro che una sorta di pigrizia ed è certamente comprensibile, se pensiamo a quanto stressate siano oggi le nostre esistenze. Ma non è una scusante. Non possiamo essere pigri, ma affamati.

Affamati di tempo da dedicare alla nostra scrittura, al nostro progetto, che deve assolutamente far parte della nostra “to do list”. In tal senso essere disciplinati aiuta molto. Chi dice che gli artisti sono personaggi bislacchi lontani anni luce dal pianeta Terra? È l’esatto contrario! Coloro che vivono di arte e ne fanno una scienza sanno bene di dover rispettare regole, essere focalizzati e ben organizzati, esercitarsi, studiare, imparare. L’auto-disciplina è dunque la prima dote di cui dovrete andare a caccia, la seconda è imparare a organizzarsi ed entrare nell’ottica d’idee che la scrittura deve trovare il suo posto nella nostra giornata. Il quando si delineerà di giorno in giorno, ma ci permetterà di tener fede alla parola “sempre”, o quanto meno all’espressione “il più delle volte”. Essere seguiti da un editor, come accade durante i miei editing e i miei tutoring narrativi (se vuoi sapere di più vai qui), aiuta a mantenere una certa disciplina, a stabilire un contatto quotidiano con la parola scritta, con il proprio mondo interiore.

Vi suggerisco qui 7 modi per mantenere aperto questo vostro canale e vivere con maggiore serenità il vostro momento creativo. Ricordate però che dovrete voi stessi trovare quel momento e quel luogo in cui vi sentirete a casa, in cui potrete tirare finalmente un sospiro di sollievo e scrivere. Questi sono soltanto alcuni esempi, illustri, di abitudini letterarie. E magari anche validi da seguire.

 

Gustave Flaubert scriveva di notte, per non venire distratto.

James Joyce lavorava nel pomeriggio, trascorrendo le sue sere e le sue notti nel tentativo di ripulire la mente dal lavoro letterario. Aveva l’abitudine di scrivere sdraiato e a pancia in giù.

Murakami scrive sempre intorno alle 6 del mattino.

Truman Capote scriveva quattro ore al giorno.

Jean-Paul Sartre scriveva tre ore al mattino e tre ore la sera.

Ad Agatha Christie bastavano un tavolo e una macchina da scrivere, non aveva una stanza per sé.

Stephen King scrive tutti i giorni, per un minimo di 2000 parole quotidiane.

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