Editor, romanzo, scrivere

cinque libri da avere sul comodino.

Questo è un post di consigli e di ispirazione. Dopo aver messo piede nel mondo della scrittura creativa avendo fatto luce su alcuni aspetti a mio avviso fondamentali, non in ultimo la differenza tra autori e scrittori – se non hai letto il post, vai qui – il nostro sguardo si perde tra le colline sontuose della Letteratura, fin giù, dove l’orizzonte bagna con i suoi pastelli le guance dei clivi. Un passo dopo l’altro, accarezziamo i fusti possenti e raggrinziti, le chiome verdi, rigogliose, cariche di germogli, pronte ad affrontare il solleone d’agosto. E avvicinandoci con l’orecchio, potremmo persino udire le storie degli alberi, o forse sarebbe più corretto dire: ogni albero ha la sua storia da raccontare.

Ehm, i consigli?

I consigli, dicevo. Quali storie hanno acceso il cuore e la mente di milioni di lettori? Quelle storie sono altresì di ispirazione. Ecco per quale ragione parliamo di romanzi che possano essere fonte di riflessione e di insegnamento e che al contempo consiglio vivamente di leggere. Per i miei allievi alcune letture sono tappe obbligatorie – a proposito, hai dato uno sguardo all’Accademia Carver? – Romanzi che per la mia stessa carriera, della quale spesso mi chiedete, sono stati pietre miliari. Storie dalle quali ho imparato e che mi hanno ispirato.

Ecco i miei 5.

  • Se vi dico Macondo, voi a cosa pensate? Io soltanto a Cent’anni di Solitudine di “Gabo”, del maestro Gabriel Garcia Marquez. Un romanzo epico, di assoluta grandezza, magia, poesia, narrazione. C’è tutto da imparare nelle sue pagine, in primis come tenere in piedi le vicende di ben sette generazioni senza perdersi nell’albero genealogico. Leggetelo, e se lo avete letto, di tanto in tanto rileggetelo, studiatelo, sottolineate frasi, passaggi, tenetelo sul comodino. Sapere che un uomo grandioso ha scritto una tale magnifica opera sarà per voi d’ispirazione.
  • Il segreto del bosco vecchio. Ne avete mai sentito parlare? Un romanzo breve, la penna è quella finissima di    Dino Buzzati. Racconta di un bosco, particolare, i cui fiati, danze e discorsi possono essere uditi soltanto da chi resta bambino. Un mondo fantastico in cui il vero significato, quello nascosto, si perde tra le righe di un romanzetto che non vorrete lasciare. E che scioglierà il vostro cuore. Tenetelo tra le letture più care, quelle che la scuola spesso dimentica.
  • Williamsburg, Brooklyn, New York City. Un albero cresce a Brooklyn è la storia di Francis Nolan e della sua famiglia. Un caposaldo della letteratura americana, un grande classico, che affascina per la sua narrazione purissima: con il susseguirsi degli eventi i personaggi attraversano i cambiamenti, felici e dolorosi, della vita. E alcune scene sono commoventi cammei che si cuciranno sulla vostra pelle di autori. Ve lo garantisco.

E poi…

  • José Saramago. Di lui bisognerebbe leggere tutto, almeno per imparare cosa significa avere uno stile, peraltro inimitabile e straordinario. Leggete Cecità, e ditemi cosa ne pensate. Questo romanzo mi ha tramortito, scosso, inquietato, impaurito, mi ha reso cieca e infine consapevole. Non vi dirò di più. La scrittura fa questo: genera solchi indelebili nel nostro animo.
  • Il pastore d’islanda, Gunnar Gunnarsson. Una fiaba. Una di quelle però che ti spiegano la vita. E lo fa, lo scrittore islandese, attraverso la natura gelida, inospitale e fantastica della sua terra. Tra queste pagine imparerete che essere scrittori significa scandagliare l’animo umano in cerca di risposte e spesso queste ultime hanno il volto di storie indimenticabili.

Questi sono soltanto alcuni dei romanzi che hanno segnato il mio lungo percorso da lettrice. Quali sono i vostri? Quale romanzo vi ha insegnato cosa? Quale grande insegnamento vi è rimasto dentro? Scrivetelo qui, nei commenti.

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