scrivere, romanzo, federica piacentini

3 armi infallibili per scrivere la tua storia.

Nel precedente post abbiamo parlato di alleati. Non lo hai letto? No problem, recupera qui. Alleati della nostra scrittura, quelli che ci impediscono di mollare tutto e di infilare di nuovo nel cassetto dei sogni impossibili il nostro romanzo. Identificarsi con la propria opera è sempre – ascoltate il buon vecchio editor – controproducente. La ragione è presto detta: voi non siete la vostra opera, certo, ne siete gli autori, ma è soltanto un punto nel vasto disegno del vostro percorso. Potrete scriverne un’altra, migliore o peggiore, o scoprire un giorno che la scrittura non fa per voi. Questo non vi rende meno: meno importanti, meno talentuosi, meno utili, meno intelligenti. Un romanzo è una tappa, fino alla successiva.

Ecco per quale ragione alle 3 armi del post precedente ne aggiungiamo altre 3. Quali sono? Queste.

Studenti, mai docenti.

Ricordate di essere sempre studenti, mai docenti. È lì che sta il segreto. Di imparare non si smette mai. I miei studenti dell’Accademia Carver lo sanno bene – se ti fa piacere, fai un salto, noi siamo qui. C’è tanto da studiare sulla Scrittura Creativa, al pari di qualsiasi altra disciplina, e in tale direzione la Letteratura è vasta e impegnativa. Sudare sui libri dunque è un altro grande formidale vantaggio alla partenza. Se ne sai di più, puoi andare avanti, anche solo di un passo la volta. Altrimenti rischiamo di abbandonare la gara prima ancora dello start.

Versus.

La vita non è mai una battaglia, ma è sempre un confronto, dal quale tirar fuori insegnamenti per migliorarsi e per crescere. Accettare il confronto è la base di qualsiasi carriera. Se vuoi scrivere sul serio, devi abbracciare l’idea che a qualcuno il tuo lavoro non piaccia o che un addetto ai lavori ti dia la propria onesta opinione, magari non positiva. È proprio quel no, tuttavia, è proprio quel parere onesto, che ti dirà la spinta per superare gli scogli e veleggiare in mare aperto. Sono molto grata per i miei no. Mi hanno reso la persona che sono. E di questo sono felice.

L’attesa.

Cosa c’è di più difficile? Aspettare significa: mordicchiarsi il pollice, tirar via le unghie, essere lì per lì per scrivere mail su mail, compiere gesti infelici come finire un barattolo di gelato o riversare dubbi apocalittici sulla sfortunata amica di turno, mentre la vita – lavoro, figli, impegni – non ci dà tregua. L’editoria è fatta di tempi lunghi, lunghissimi, biblici, per i quali occorre una santa pazienza. Pazienza ne occorre durante la revisione di un testoqui puoi dare uno sguardo ai miei servizi editoriali. Di pazienza avrai bisogno durante la scrittura del romanzo, come accade durante i miei Tutoring Narrativi. Pazienza è la parola chiave mentre prendi dimestichezza con le cosiddette strutture narrative. E vagonate e vagonate di pazienza dovrai accumulare qualora deciderai di spedire il tuo romanzo alle case editrici.

Autore, armati di pazienza. Sii aperto al confronto, alle critiche. Non smettere mai di studiare, poiché nulla al mondo è così facile come sembra. Neppure scrivere una storia.

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