Scrittura Creativa, Romanzo, Federica Piacentini

i 3 nemici della scrittura creativa.

Nel mese di maggio, in questo post e in quest’altro, abbiamo parlato di armi, aiuti e alleati per la nostra scrittura creativa, ma ogni storia insegna che i mostri si nascondono anche sotto il cuscino e che i nemici siedono spesso alla nostra destra. Ora, la questione non è certo così spaventosa, ma senza dubbio da affrontare. Prima ancora di insegnare come si costruisce un personaggio o una trama, argomenti capitali della Scrittura Creativa che affrontiamo anche durante la mia Accademia Carver – noi siamo qui e se ti va, puoi farne parte – ai miei allievi, e idem per i miei autori, durante i nostri Percorsi di Editing o Tutoring Narrativi, suggerisco di andare a fondo, di capire quale posto occupi la scrittura nella loro vita e quali obiettivi vogliamo raggiungere.

Qual è il tuo obiettivo?

Non è certo affare da poco. Immagina di essere ai piedi di una montagna da scalare. Bene. Io sono al tuo fianco. Ho con me l’attrezzatura, saprò aiutarti e incoraggiarti quando ne avrai bisogno, conosco il percorso, i punti perigliosi e scivolosi, siamo dotati di grande entusiasmo, io di esperienza. Ma non sono nelle tue scarpe, nelle tue gambe, nei tuoi piedi. E forse, a metà strada, potresti accusare fatica, avere il fiato corto, chiedermi di tornare indietro, e dimenticare la vetta. Agguantare la cima allora diventa una questione di cuore e di mente, di gambe buone e di ascolto, di pazienza e lungimiranza. Devi sapere dove mettere i piedi, certo, ma nessun altro potrà muoverli al posto tuo. Allora forse una mia parola potrà spingerti un passo in avanti, e passo dopo passo insieme sfioriamo le stelle.

Tre nemici da battere. 

Torniamo alla scrittura. Cosa accade se sommiamo alle difficoltà della vita – imprevisti, pranzi e cene da preparare, cumuli di panni da stirare e un briciolo di vita sociale per tenersi vivi – alcune negligenze nei confronti del nostro impegno quotidiano con la scrittura? E quali le conseguenze?

Pigrizia.

Essere pigri significa perder tempo e le lancette corrono. A cosa serve dirsi: cosa potrò mai fare in mezz’ora?! Non ho tempo! Riuscirò a scrivere oggi? Ho sempre un mucchio di cose da fare e nessuno mi dà una mano! A nulla. Non vi porterà, letteralmente, a scrivere neppure una riga. Al contrario, sfruttare ogni istante a nostra disposizione per scrivere il nostro romanzo ci aiuterà a raggiungere la cima. Non importa quanto riuscite a scrivere ogni giorno, ciò che conta è non lasciar vincere l’idea che tutto sia più urgente o più importante del nostro romanzo. Non è così. Mezz’ora, vi assicuro, basta. I dieci minuti rubati tra file e attese sono utili per leggere testi inerenti al romanzo o approfondire alcuni argomenti. Rubate tempo alle attività inutili e investitelo in ciò che amate. Anche questo significa scrivere.

Non-scrittura.

Quale mai può essere la peggior conseguenza dell’accidia? Il non scrivere. E a meno che non siate Merlino o il potente Albus Silente, dubito abbiate la capacità di chiudere gli occhi, concentrarvi e avere un manoscritto stampato di duecentocinquanta pagine. Nulla si fa da sé, questo lo abbiamo imparato da bambini. Occorre impegno e coraggio. Occorre sedersi a un tavolo e iniziare a digitare le prime parole. Battersi il petto, tenere il broncio, lamentarsi, gettare alle ortiche anche quei trenta minuti che restano prima che gli occhi si chiudano significa rinunciare. Significa rallentare la scalata, e a volte dimenticare la vetta.

Impoverimento.

Meno scriviamo, meno siamo capaci di farlo. Una verità scomoda. Eppure è così. Se non scriviamo, perdiamo fluidità, elasticità, rapidità, carattere, stile, vocabolario. Andiamo in perdita. La nostra pagina perde ossigeno e credibilità, poiché siamo noi autori ad alimentarla. Non si esaurisce il nostro fiato creativo, ma si accorcia. Riprendere il cammino è poi ancora più dura, e non è sufficiente un cubetto di cioccolato fondente per sentirci di nuovo pronti e allenati. Avremo meno parole e quello stagnetto linguistico che ci è rimasto non sarà sufficiente a dissetare il nostro magnifico unicorno: la nostra storia. Un rischio alto, altissimo, che non vale la pena correre.

Chiudiamo nel cassetto la vecchia abitudine del “non posso, non ce la faccio, non ho tempo” e anticipiamo la sveglia.  Non è facile, ma nulla mai lo è, perché la scrittura dovrebbe essere una questione diversa?

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